giovedì 16 aprile 2026

Istituto farmaceutico

 
 

La "Distorsione Temporale" 

Questa "Distorsione Temporale" nasce dall'idea che il vetro non sia solo un materiale fragile, ma un testimone silenzioso. Nei laboratori Marxer, il vetro è ovunque: provette, alambicchi, cappe e le grandi vetrate che un tempo filtravano la luce sulle scoperte farmaceutiche di Loranzè.

Ecco come ho immaginato questa "rottura" della realtà:

1. Il Vetro come Portale

Invece di limitarti a vedere i cocci come rifiuti, ho voluto trasformare ogni frammento in un pixel analogico. Ogni scheggia di vetro rimasta sul bancone o sospesa nell'aria agisce come una lente magica. Non riflette l'ambiente circostante in rovina, ma cattura e "trasmette" onde dal passato.

2. La Stratificazione dell'Azione

Ho scelto di inserire i ricercatori non come semplici fantasmi trasparenti, ma come figure sature, impegnate in gesti di estrema precisione.

  • Il Bancone Principale: Qui la distorsione è più forte. Gli scienziati in camice bianco sono curvi su ampolle da cui esce vapore, come se la reazione chimica stesse avvenendo proprio ora, alimentata dal calore dei ricordi.

  • Le Schegge Sospese: Questi frammenti fluttuanti mostrano angoli diversi del laboratorio: un tecnico che annota dati, una riunione tra dirigenti, il controllo di un macchinario complesso. È una narrazione frammentata, come una memoria che cerchiamo di ricomporre ma che rimane inevitabilmente spezzata.

3. Il Contrasto Cromatico e Stilistico

C'è un salto estetico voluto tra il "presente" e il "passato":

  • Il Presente: Dominato dai toni freddi, l'azzurro delle piastrelle sbiadite e il grigio della polvere. È statico, immobile.

  • Il Passato: All'interno dei frammenti e nelle sagome dei ricercatori, i colori sono più caldi, i bianchi dei camici sono brillanti e c'è il movimento. Le montature degli occhiali e le acconciature anni '70 dei ricercatori ancorano la visione a un'epoca precisa di ottimismo scientifico.

4. Il Significato Narrativo

La genesi di questa visione risiede nella domanda: cosa resta di un'idea quando il luogo che l'ha ospitata crolla? Nella distorsione, la Marxer non è mai fallita. La scienza continua a procedere, protetta da una bolla temporale che solo il vetro infranto può rivelare. È un omaggio alla storia industriale di Ivrea e dintorni, dove l'ingegno umano sembra aver lasciato un'impronta così forte da deformare lo spazio-tempo.

 

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