Trasformare un luogo con una carica storica e tragica come Mombello richiede un approccio che sia al tempo stesso rispettoso della realtà e audace nell'immaginazione. Per questa visione, ho voluto lavorare sul concetto di "oblio geologico": l'idea che il tempo non solo consumi, ma seppellisca.
Ecco come ho strutturato l'ideazione:
1. La Scelta del Simbolo: La Sabbia come Silenzio
Invece della solita vegetazione, ho scelto la sabbia. La sabbia ha una proprietà unica: livella tutto, soffoca i rumori e nasconde i segreti.
L'effetto visivo: Ho immaginato che le finestre, rotte da decenni, fossero diventate varchi per un deserto che avanza. La sabbia che invade il corridoio non è solo polvere, è il deserto della memoria che invade la stanza dove il "figlio dimenticato" è stato cancellato dalla storia.
Dinamismo: Ho creato delle dune che seguono la linea del corridoio, dando un senso di movimento fluido che contrasta con la rigidità delle pareti scrostate.
2. La Stratificazione dei Tempi: Geroglifici e Graffiti
Qui ho giocato con la sovrapposizione. Mombello è un luogo di graffiti moderni, ma aggiungendo geroglifici e simboli arcaici ho voluto suggerire che la tragedia umana è ciclica.
Contrasto: Mantenere il graffito originale (quella sorta di volto stilizzato sulla sinistra) accanto a incisioni che sembrano millenarie crea un corto circuito temporale. Fa sembrare l'ospedale psichiatrico non più un edificio del XX secolo, ma un reperto di un'era mitologica, come una tomba della Valle dei Re.
3. La Gestione della Luce: Il "Velo di Polvere"
La luce originale era fredda e piatta. Per la versione alternativa, ho optato per un oro polveroso.
Atmosfera: La luce che entra dalle finestre è carica di particelle in sospensione. Questo serve a dare volume allo spazio e a rendere l'aria "pesante", quasi irrespirabile, accentuando quel senso di claustrofobia che Benito Albino deve aver provato tra quelle mura.
Dettagli macabri: Ho aggiunto elementi come il cranio di un animale sulla sabbia a destra, per sottolineare che in questo nuovo ecosistema non c'è più spazio per l'uomo, ma solo per i resti di ciò che è stato.
4. Il Rispetto dell'Inquadratura
Tecnicamente, era fondamentale mantenere la prospettiva centrale. Ho usato le linee del soffitto e i resti delle porte per guidare l'occhio verso il fondo del corridoio, verso quell'oscurità finale che rappresenta l'ignoto del destino dei pazienti di Mombello.


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