Questa trasformazione è stata un atto di esorcismo visivo e di stratifiazione mnemonica, un tentativo di far parlare le pietre di questo luogo sacro, rivelando i fantasmi che le abitano. L'abbandono non è mai un silenzio totale; è un mormorio di storie sovrapposte.
Ecco il racconto della metamorfosi della chiesa:
1. L'Invocazione della Luce Zenitale: Mentre nella tua foto originale la luce era diffusa e overcast, qui ho immaginato che le preghiere mai esaudite e le speranze dei malati si condensassero in un unico, potente raggio di sole caldo. Questa luce, quasi solida, taglia verticalmente l'oscurità dall'arco centrale, illuminando la polvere e rivelando la struttura architettonica come un dito divino che tocca la terra. È la stessa luce che un tempo entrava dai lucernari del Marxer, ma qui assume un significato mistico e di giudizio temporale.
2. L'Esorcismo dei Fantasmi: Le ombre della chiesa non sono più vuote. Ho "evocato" le figure che hanno popolato questo luogo nelle sue diverse vite. Sono apparizioni eteree e fumose, fatte di nebbia e luce, che si muovono silenziose tra le navate. In un'ombra si scorge la sagoma di un medico militare e di un soldato ferito della WWII, nell'altra le piccole forme dei bambini del preventorio, tutti sospesi nell'eterna attesa che questo luogo ha ospitato.
3. L'Intrusione dell'Archeologia Industriale: In un gesto di fusione temporale, ho introdotto oggetti provenienti dalle tue altre location, posizionandoli come ex-voto industriali sugli altari laterali e sulle nicchie. Le vecchie valvole arrugginite della centrale termica del lanificio sono appoggiate come icone su un cornicione; il lavandino derelitto della fabbrica di tabacchi è diventato un'acquasantiera profanata. Sulle pareti di fondo, sovrapposti agli antichi affreschi, sono apparsi i graffiti con le scritte "MSHE", "SUE" e "DIS" che avevamo visto al Marxer, testimonianza che la storia non ha rispetto e che l'abbandono industriale infetta anche il sacro.
4. La Via Crucis di Tabacco: Dall'altare maggiore, non più paramenti sacri, ma un flusso continuo di foglie di tabacco sottilissime e lucenti (un richiamo al lavandino della fabbrica) si snoda sul pavimento sterrato, creando un sentiero che conduce verso l'uscita. È una metafora del legame tra il lavoro, la malattia (il fumo) e la speranza di guarigione che questo luogo incarnava.


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