sabato 11 aprile 2026

Il Rifugio delle Piccole Ombre

 

 

 Il Rifugio delle Piccole Ombre

In un angolo polveroso, tra vecchi libri e scatoloni dimenticati, c'era una casetta di legno. Non era una casa come tutte le altre, ma una casetta portachiavi, finemente decorata. I suoi tetti spioventi erano fatti di legno grezzo, i muri di un marrone caldo, e al centro c'era una porta di legno con una piccola maniglia di metallo. Appese alle pareti, c'erano due piccoli fiocchetti di canapa, simbolo di benvenuto, e un mazzetto di fiori secchi, come se qualcuno li avesse messi lì per portare un po' di vita in quel luogo solitario.

Ma questa casetta non era solo un oggetto decorativo. Era la dimora di un piccolo popolo di folletti e nani, così piccoli che nessuno si era mai accorto della loro esistenza. Vivevano lì da secoli, curando la casa e nascondendosi tra le pieghe dei tessuti e le fessure del legno.

Il nano di casa si chiamava Gnomo, ed era un appassionato di libri. Passava le sue giornate a leggere minuscoli volumi che trovava tra le fessure dei libri impolverati, e di sera si raggomitolava sulla sua poltroncina di velluto, sorseggiando tè caldo e raccontando storie ai suoi compagni.

C'erano anche tre folletti, uno verde, uno blu e uno giallo, che si occupavano della manutenzione della casa. Pulivano i pavimenti di legno, spolveravano le mensole e si assicuravano che la stufa a legna fosse sempre accesa.

La loro vita era tranquilla, ma piena di gioia. La casetta era il loro rifugio, il loro porto sicuro, un luogo dove potevano essere se stessi senza paura di essere visti.

Ma un giorno, la casa fu venduta. Nuovi proprietari arrivarono, e con loro arrivò anche la pulizia. Le vecchie scatoloni furono gettati via, i libri furono portati in soffitta e la casetta portachiavi fu messa in una scatola e gettata via, senza che nessuno si fosse accorto di loro.

Gnomo e i folletti rimasero lì, in quella scatola, mentre la casa veniva pulita e ristrutturata. Videro i nuovi proprietari portare nuovi mobili, dipingere le pareti e mettere fiori freschi sul davanzale.

Ma la casetta non era più la loro casa. Era solo un oggetto decorativo, un pezzo di legno che non aveva più vita. E mentre la casa si riempiva di nuovi ricordi e nuove risate, Gnomo e i folletti rimasero lì, in quella scatola, sognando la loro vecchia casa e la loro vita felice.

E così, la casetta portachiavi rimase lì, in quella scatola, per anni, finché un giorno, un bambino curioso la trovò e la aprì. Visse Gnomo e i folletti, e si innamorò di loro. Li portò nella sua cameretta, e costruì loro una piccola casa con i mattoncini colorati.

E così, Gnomo e i folletti trovarono una nuova casa, e una nuova vita. Ma non dimenticarono mai la loro vecchia casa, e la loro storia triste. E ogni volta che vedevano una casetta portachiavi, si ricordavano della loro vecchia casa e della loro vita felice, e sorridevano.

 


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